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In vinile il repertorio dei Blind Alley, dal 1980 al 1983, inedito su disco. LP + singolo
Per averlo scrivetemi: marco@ciari.net - costa 15 euro: i proventi verranno versati in beneficenza (Emergency, Medecins Sans Frontieres). Ecco la lettera di Emergency dopo la prima donazione.

TORINO BENE COMUNE

idee per la città con i piedi per terra

1968-2008

Il centrodestra sta rovinando l'Italia.

Chiediamoci una cosa molto semplice: da quando Berlusconi ha invaso la scena politica e culturale italiana (dal 1994) l'Italia è migliorata o peggiorata ? La qualità della vita collettiva - non quella individuale di ognuno di noi - è migliorata o peggiorata ? la risposta è solo una: stiamo peggio. La cultura sta peggio. Lo spettacolo sta peggio. La scuola sta molto peggio. C'è meno libertà. Ci sono meno tutele per i più deboli. Ci sono meno diritti, nel lavoro, nella società. C'è meno risparmio.
In compenso è aumentato il debito pubblico, il razzismo, l'intolleranza, l'ignoranza, il costo della vita, l'ingiustizia, la spazzatura...
A poco sono serviti i due periodi di centro-sinistra, periodi di immobilismo e di recupero dei disastri della destra.
Berlusconi e il centrodestra sono il "vecchio", la casta imprenditoriale e politica, il perbenismo, il fascismo soft, insomma tutto ciò che frena il cambiamento del nostro paese.

Una cosa che possono fare tutti è iniziare a non acquistare più prodotti o contenuti veicolati dal regime. A partire da giornali e riviste per arrivare a contenuti tv, contratti telefonici, fino agli alimentari pubblicizzati in tv. Una flessione anche minima delle vendite di questi prodotti fa cambiare politica alle aziende produttrici. no mediaset

VOGLIONO DISTRUGGERE LA SCUOLA PUBBLICA L'opposizione alla Legge Gelmini n. 169 sulla scuola non è una questione politica fra maggioranza e opposizione.
Non si tratta di posizioni di centrosinistra o di destra da difendere, bensì di un problema pedagogico e sociale, che quindi coinvolge tutti a prescindere dalle convinzioni politiche.
La nuova Legge sulla scuola danneggia tutte le famiglie italiane.
Le proposte del governo sulla scuola denotano grande dilettantismo e assoluta ignoranza delle benché minime nozioni di pedagogia e di formazione dell'infanzia.
Affrontiamo le proposte una per una:
il ritorno ai voti numerici da 0 a 10 è un passo indietro perché il mero giudizio numerico crea nei bambini angoscia e disagio, crea competitività sterile e appiattisce il giudizio e l'analisi del formatore. C'è invece bisogno di giudizi complessi e completi, che facciano capire, al di là del numero, il grado di preparazione e di integrazione dei nostri figli. I giudizi con la semplificazione su 5 gradi di valutazione, e con un ampio giudizio scritto, com'era prima, funzionava benissimo. Questa proposta è inutile, dannosa e retrograda.
Il voto di condotta è un obbrobrio. Come si può pensare di valutare la condotta di bambini di 6 anni con dei voti! Il voto di condotta è sempre stato uno strumento autoritario e repressivo, uno spauracchio per i bambini più vivaci, di nessuna utilità per l'apprendimento e per la socialità in classe. Inutile.
Il ritorno al maestro unico è un grave passo indietro nel campo della didattica e della specializzazione degli insegnanti. E' evidente a tutti e assolutamente oggettivo che avere due insegnanti ognuno dei quali specializzato in aree tematiche, più gli insegnanti di inglese e educazione motoria, nonché quelli d'appoggio, migliora il livello qualitativo della proposta formativa, garantisce una formazione meno generica e più mirata, assicura collegialità anche nel giudizio complessivo. Il maestro unico è una soluzione di ripiego troppo penalizzante per i nostri figli, con rischi sia per i bambini che per l'insegnante stesso, a livello di stress psicofisico (un solo insegnante per 8 ore al giorno) e unilateralità del giudizio. Vorrei inoltre ricordare che nelle scuole medie gli insegnanti diventano di colpo 9-10, mentre nella scuola dell'infanzia gli educatori sono già due… quindi che senso ha questa proposta ? Non bisognerebbe invece accompagnare gradatamente i bimbi al rapporto con più insegnanti durante il loro percorso scolastico ?
La riduzione dell'orario e la conseguente abolizione del tempo pieno è una ulteriore dimostrazione di come queste proposte siano prive di alcun senso pedagogico, sociale, logico. Il tempo pieno è stata una grande conquista della scuola italiana, che partiva dalla convinzione, assolutamente logica, scientifica e oggettiva, che un maggior tempo a scuola voleva dire per i bambini più formazione, più educazione, più cultura, più socializzazione, più autogestione della persona insieme agli altri, più possibilità di affrontare nuove materie e nuove attività di complemento. Allo stesso tempo garantiva meno rischi per i bambini più disagiati e socialmente sfortunati, meno possibilità di dispersione scolastica, meno tempo davanti alla tv o per strada con tutto ciò che ne consegue, ecc. ecc.. Inoltre, se la scuola deve essere palestra di vita e deve anche adeguarsi ai nuovi modelli di società - dove per esempio ambedue i genitori lavorano, magari per 8 ore al giorno - come si può pensare ad una scuola che funziona solo al mattino, con i bambini parcheggiati il pomeriggio, a pagamento, con giovani animatori impreparati?
Tutto questo avrà un fortissimo impatto sociale su tutte le famiglie italiane. Più problemi con i nostri figli, più spese per le famiglie, più spese per gli enti locali (e di conseguenza più tasse per i cittadini), più disagi. Figli meno formati, che studiano meno, che imparano meno, più ignoranti. Semplicemente terribile.
La proposta latente ma pericolosa,di autonomia economica e gestionale delle scuole, che diventerebbero delle fondazioni o società, è la soluzione più aberrante e devastante che si poteva concepire, ovvero la privatizzazione della scuola pubblica e la trasformazione in scuole-aziende. Ma ci rendiamo conto che stiamo parlando di bambini di 6 anni e dell'educazione di quelle che diventeranno le future generazioni ? Tutto ciò, oltre che incredibile, è privo di senso. Questo settore è e deve restare di competenza dello Stato e deve restare pubblico e libero dai condizionamenti del mercato.
Da cosa è dettato tutto ciò? Sicuramente dall'astio di una tendenza culturale che vorrebbe colpire una delle poche cose che in Italia funziona bene: la scuola elementare. Se c'è una cosa che funziona bene, per merito ovviamente di altri, bisogna distruggerla.
Poi da un'esigenza di risparmio di risorse, che nel settore istruzione non poteva essere operato in quanto il 93% del bilancio se ne va in stipendi. Quale soluzione ? Licenziare gli insegnanti, così da risparmiare. Ma solo un pazzo potrebbe ragionare così quando si parla di scuola, di formazione, di ricerca, del futuro dei nostri figli. I problemi della scuola sono ben altri e non sono minimamente toccati né tantomeno risolti dal provvedimento Gelmini. Sono la formazione permanente degli insegnanti, l'aumento delle retribuzioni, l'ulteriore specializzazione per aree dei formatori e il riordino dei cicli, con per esempio l'ottima proposta di unificazione di elementari e medie in un unico ciclo, con risparmi, stavolta sì, su locali scolastici e corpo insegnante. E poi lo sviluppo dell'insegnamento dell'informatica e delle lingue straniere alle elementari; ma come si fa se non con più insegnanti e più orario ? La Legge Gelmini è un provvedimento contro tutte le famiglie, sia quelle di centrosinistra che quelle di destra, contro tutti i bambini, contro la cultura e contro la logica. Vogliono la scuola degli anni '50 nell'Italia del 2000. Non possiamo accettarlo.

In tutte le trasmissioni tv e sui giornali, quando si parla della scuola e della Legge Gelmini, non vengono mai interpellati pedagogisti o docenti di scienza della formazione. Qualunque esperto di scuola e di infanzia avrebbe demolito il decreto Gelmini in pochi minuti.
Fanno parlare dei problemi della scuola i giornalisti (ignoranti e servi di Berlusconi), i politici (ignoranti), i cittadini (quelli non investiti direttamente dal problema).
Questa è una bieca manovra mediatica per convincere la gente che l'opposizione alla Legge Gelmini è solo una questione politica fra schieramenti e che il centro destra ha ragione.
Chiunque ha una minima nozione della Costituzione e dei valori della società democratica moderna sa che sulla scuola bisogna investire, non tagliare.
Vogliono distruggere la scuola pubblica.
La loro scuola sono le reti Mediaset.
La mia scuola è quella del tempo pieno, della qualità dell'insegnamento, dei giudizi scritti.
La loro scuola è quella dei 5 in condotta, delle punizioni, delle classi con più di 30 alunni, delle classi differenziali, del doposcuola-parcheggio a pagamento.
La mia è una scuola seria, con tanti insegnanti preparati, con bambini felici, non impauriti, impreparati e marchiati da un numero.
Viviamo ormai in un regime fascista soft e in una dittatura mediatica (hard). Berlusconi controlla tutte le sette reti tv, parecchi rotocalchi e quotidiani. Gli altri quotidiani cosiddetti indipendenti fanno il gioco della borghesia e della confindustria. Non hanno bisogno della scuola pubblica perché vogliono un paese di consumatori ignoranti e schiavi del mercato.
Per sopravvivere è necessario guardare di meno la tv e fare controinformazione.
Per sopravvivere è necessario scendere in piazza e gridare in faccia a questi ignoranti fascisti integralisti retrogradi il nostro disgusto per come stanno riducendo l'Italia.

MA NONOSTANTE TUTTO ANDIAMO AVANTI

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Ed ecco a voi la vera copertina del libretto di Berlusconi !!


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